ESSERE CAREGIVER

Pubblicato il 14 settembre 2026 alle ore 22:49

Prendersi cura di una persona cara, quando sta male è un atto d'amore tanto immenso quanto difficile.

Parliamo dei caregiver, ossia di tutte le "persone che si prendono cura in modo continuativo di un familiare o di un individuo non autosufficiente, affetto da malattie croniche, disabilità o fragilità".

Parliamo di persone, persone che assistono in casa i propri genitori ormai anziani e malati, di un marito che assiste la moglie con depressione resistente, di una mamma che tutti i giorni si prende cura del suo bambino colpito da una malattia.. parliamo di persone e di quotidianità.

Perchè oltre all'ammirazione per la dedizione e la cura, non possiamo anche noi non vedere i sacrifici, la stanchezza, la sofferenza, la rabbia, l'impotenza e la solitudine.

Mi colpì molto, la sofferenza di un giovane uomo nel vedere sua moglie distrutta dalla depressione: entrarono nella stanza, lui gentile e con il sorriso, lei melanconica, sguardo basso e volto inespressivo; lui inizia a raccontare tutto cioè che fa per lei e pian piano viddi i suoi occhi spegnersi e il sorriso farsi pianto: "tutto questo non basta mai".

Per un secondo ho provato ad entrare nella vita di quest'uomo e mi sono chiesta chissà quanta rabbia, amore, tristezza e senso di colpa deve provare... quanto è difficile essere un caregiver e ritrovarsi a fare i conti con il caos delle emozioni che il ruolo ti porta a sperimentare.... e che quasi mai trovano uno spazio di ascolto per dare ordine e senso.

Il caregiver è un ruolo che per il carico assistenziale ed emotivo può diventare l'intera identità di una persona...annullando tutto il resto.

Essere il punto di riferimento per chi ami è un atto d'amore immenso, ma non può significare dimenticarsi di esistere al di fuori di quel ruolo anche perchè non è quello che la persona che amiamo vorrebbe per noi.

 

Arianna Musardo

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